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Serchio
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Il mwdwSerchio è uno dei principali fiumi della mweaToscana, che scorre dagli mweqAppennini al mwegMar Ligurecite-ref-foce-1-1[1], attraversando la mwfwprovincia di Lucca e, nel suo tratto finale, mwgaquella di Pisa.

Contents

Storia
Storia
Note

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Il corso del fiume

È il terzo della regione per lunghezza (111km) dopo l'mwhaArno e l'mwhqOmbrone, e il secondo per mwhgportata media alla mwhwfoce (46,1m³/s).

Ove si considerino però la regolarità di regime e le portate minime estive, il Serchio, con i suoi 11mwiq m³/s (dei quali quasi metà dovuti al fiume mwigLima), è il maggiore della regione.

Il Serchio nasce dall'unione di due suoi affluenti, il Serchio di Sillano, che si forma alle pendici ovest del monte Sillano (m. 1.866) ed il Serchio di Soraggio (mt.182), che arriva dalle pendici del Monte omonimo: tale unione si verifica a sud della frazione Sillano nel comune di mwjwSillano Giuncugnano, al confine con il comune di mwkaPiazza al Serchio, che viene attraversato con un corso unico del fiume.cite-ref-2[2]

Percorre la mwlgGarfagnana da nord a sud, da mwlwSillano fino a mwmaGallicano, per poi continuare nella Media Valle, costeggiando il territorio dei comuni di mwmqBarga, mwmgCoreglia Antelminelli e mwmwBagni di Lucca ed attraversando quello di mwnaBorgo a Mozzano. Più volte sbarrato artificialmente, in questo tratto riceve da destra l'Edron, il Turrite Secca, il Turrite di Gallicano, il Turrite Cava, il Pedogna e la Celetra; da sinistra la Covezza, il fiume di Castiglione, il Sillico, il Ceserano, la Corsonna, la mwnqLoppora, l'Ania, il Segone, il Fegana e la mwngLima, il suo principale affluente che nasce dal mwnwPasso dell'Abetone raccogliendo le acque dell'mwoaAppennino Pistoiese nord-occidentale con un volume medio di oltre 20 metri cubi al secondo.

Giunto nella piana di mwpwLucca - dopo aver attraversato o lambito le zone del morianese e del capannorese - dove raccoglie anche le acque del torrente Freddana, volge a ovest dove, attraverso la stretta di mwqaRipafratta, entra in mwqqprovincia di Pisa, scorrendo nei comuni di mwqgSan Giuliano Terme e mwqwVecchiano; sulla sponda sinistra, a dieci chilometri dalla foce, lambisce il paese di mwraPontasserchio, l'unico insieme a Piazza al Serchio a prendere il nome dal fiume, sovrastato dall'omonimo ponte a tre arcate che lo collega con Vecchiano. Poco prima di Pontasserchio, in località mwrqRigoli, dalla sponda sinistra riceve le acque del torrente-mwrgcanale Ozzeri. Il Serchio termina il suo corso gettandosi nelle acque mwrwliguri-mwsatirreniche nella zona del mwsqParco di San Rossore, pochi chilometri a nord di mwsgPisa, fra la sponda destra di mwswMarina di Vecchiano e la sponda sinistra sangiulianese.

Origine del nome

Sembra accertato che derivi dal nome, mwtgAuserculus o Auserclus, che il corso d'acqua assunse quando, al fine di ridurne le inondazioni nell'area cittadina, venne ridotta la portata del ramo occidentale dell'mwtwAusercite-ref-3[3] all'altezza di mwvaVico Ansulari, l'attuale S. Pietro a Vico, e riversata nel ramo orientale che conserverà il nome latino Auser sia nel ramo che si dirigeva al lago di sesto sia nel ramo che passava a meriodione della città dietro alla stratta di Ripafratta. Con l'intervento, che la tradizione attribuisce a mwvqSan Frediano, il corso d'acqua riceverà solo le acque dell'Oltreserchio, divenendo in tal modo un fiumiciattolo, che chiameranno mwvgAuserculus, per le ridotte dimensioni.cite-ref-4[4] Scomparirà fisicamente l'Auser con la bonifica del secolo XIX del mwwwlago di Sesto o Bientina , come lo chiamano i pisani.

Storia

Le più antiche notizie sul Serchio ci arrivano dal geografo greco mwxwStrabone (64 a.C. - 21 circa d.C.), il quale afferma nel suo trattato “Geographica” che Pisa nasce fra due fiumi confluenti, l’Arno e l’Ausar, che provengono uno da Arezzo e l’altro dall’Appennino.

Ne parla anche mwyqPlinio il Vecchio ( 23-24 d.C. - 79 d.C.) nella sua opera “Naturalis Historia”, affermando che Pisa è posta fra i fiumi Auser ed Arno.

A seguito della caduta dell'impero romano la manutenzione dei fiumi e delle strade, che li attraversavano, venne meno e si verificarono numerosi episodi di alluvionamento nella piana di Lucca. Per porvi rimedio vennero adottati nel VI secolo alcuni interventi che sono stati ricostruiti da Elena Padericite-ref-5[5] e da Domenico Bertini. Entrambi affermano che le acque, che, spagliando dal ramo occidentale del Serchio o mwaaAuser, finivano per lambire le mura orientali di Lucca, vennero allontanate dalla città all'altezza o prima di S.Pietro a Vico ed incalanate nell'Ozzeri, che già raccoglieva le acque settentrionali dei monti Pisani, riducendo in tal modo la portata del ramo occidentale del Serchio. Tale improvvisa deviazione indispettì i contadini di Lunata, frazione di Capannori, per l'acqua finì per correre nei loro terreni, come riportato dal Bertini in mwaqDissertazioni sopra la storia ecclesiastica lucchese, IV dissertazione, Memorie e documenti per servire all'istoria del Ducato di Lucca, Lucca, 1818, tomo IV, pag. 259.

Gli episodi di alluvionamento a carico del settore orientale della Piana lucchese comunque si ripresentarono in varie epoche successive, a causa del contemporaneo innalzamento dell'alveo del fiume Arno in corrispondenza della confluenza con il ramo orientale dell' mwawAuser, a sua volta prodotto dalla ingente deposizione di detriti tasportati e terre sul fondo. In tal modo le acque del ramo orientale dell'mwbaAuser invasero a poco a poco il triangolo del contado lucchese chiuso tra le pendici del monte Pisano ad occidente e le Cerbaie ad oriente, con vertice sulla confluenza in Arno presso Bientina. Esso si presentava infatti come un abbassamento a quota di mt. 7 s.l.m. rispetto alla quota di mt. 15 s.l.m. della area di Capannori, come si può rilevare dalla Carta ipsometrica del bacino di Bientina e della Pianura lucchese, alla tav.1 del già citato testo di Elena Paderi, mwbqVariazioni fisiografiche del bacino di Bientina e della pianura lucchese durante i periodi storici., in mwbgScritti vari sulla geografia fisica ed antropica dell'Italia, Roma, R. Società Geografica Italiana, 1932. Ciò creò il mwbwlago di Bientina o di Sesto, ora scomparso.

Salvatore Basile illustra "...come il fiume sia tra i principali agenti (Stang, 2014) di questo territorio dal precario equilibrio idrogeologico: fonte di vita, risorse e ricchezza, esso è allo stesso tempo distruttore irrequieto e violento. L’insediamento è infatti sotto costante minaccia delle sue violente alluvioni e della naturale tendenza all’impaludamento che questo territorio ha ancora oggi e che porterà, nella tarda antichità, allo spopolamento della pianura."cite-ref-6[6]

Alla fine del secolo XII con l’affermarsi del Comune, la regolazione delle acque del Serchio fu uno dei maggiori problemi per il governo lucchese. A Saltocchio venne costruito, secondo il Donati (1784), nei primi anni del 1300 a cura di Amedeo Fiatone e doveva impedire alle acque di scorrere verso sud-est interrompendo così la principale alimentazione del corso dell’Auser. "I lavori di arginatura non proseguirono, infatti lo storico fiorentino Giovanni Villari afferma che nel 1342 la Pianura di Lucca era ancora attraversata da tre rami del fiume (il corso orientale, quello orientale ed il corso che da San Pietro a Vico si gettava sulla città)."cite-ref-1-7-0[7]

Nel 1505 venne poi costituito " l’Offizio sopra il fiume Serchio" , che nel 1509 deliberò di riunire i rami del Serchio in un solo alveo dl ponte di Moriano fino a quello di San Quirico: chiamato "Argine grande di Saltocchio", fu costruito negli anni 1552-1553 e poi prolungato fino a Ponte San Pietro nel 1569.

Continuarono nei secoli crolli degli argini e ricostruzioni, che arrivarono a Ripafratta, sempre per proteggere la città di Lucca.cite-ref-1-7-1[7]

"Il Serchio non fu pienamente controllato fino al Novecento, però; nel basso medioevo e dopo esso rimase una minaccia permanente per i Lucchesi."cite-ref-8[8]

Gli affluenti dopo la confluenza dei due rami

In riva destra

in comune di Camporgiano:

• Rio Cavo
• Torrente Edron


• Torrente Turrite Secca

in comune di Gallicano:

• Affluente senza nome
• Torrente Turrite di Gallicano
• Affluente senza nome
• Torrente Turrite Cava (fa da confine)

in comune di Borgo a Mozzano:

• Torrente Sarita
• Rio di Oneta
• Torrente Pedogna
• Torrente Celetra

in comune di Lucca:

• Affluente senza nome (da Domazzano)
• Affluente senza nome
• Torrente Freddana
• Fosso Freddanella
• Rio Freddanella
• Fosso la Cerchia
• Rio Contesora (in cui si immette il rio Certosa)

in comune di Vecchiano:

• Fosso delle Cavine (in cui si immette il Rio di Nozzano)
• Affluente senza nome

In riva sinistra


• Rio Covezza


• Torrente Esarulo

in comune di Pieve Fosciana:

• Torrente Corfino
• Torrente Sillico

in comune di Fosciandora:

• Torrente Ceserano

in comune di Barga:

• Torrente Corsonna
• Torrente Loppora
• Torrente Ania (fa da confine)

in comune di Coreglia Antelminelli:

• Torrente Segone
• Rio Dezza
• Torrente Surricchiana

in comune di Abetone Cutigliano:

• Torrente Lima
• Torrente Sestaione
• Rio Maggiore

in comune di San Marcello Piteglio:

• Torrente Lima
• Torrente Limestre
• Torrente Volata
• Torrente Verdiana
• Fosso Torbida
• Fosso Casano
• Botro di Piteglio

in comune di Bagni di Lucca:

• Torrente Fegana (scende dall'Orrido di Botri)
• Torrente Lima (fa da confine)

in comune di Borgo a Mozzano:

• Rio di Particelle
• Rio di Fulignano
• Torrente Socciglia

in comune di Lucca:

• Torrente Vinchiana
• Affluente senza nome (Emissario centrale ENEL di Ponte a Moriano)
• Rio Lama
• Rio Carraia
• Affluente senza nome

in comune di Capannori:

• Torrente Fraga

in comune di Lucca:

• Vecchio Ozzeri

in comune di San Giuliano Terme:


Isole fluviali

Sul Serchio si trovano alcune piccole isole che vengono sommerse in caso di piena. Queste isole oggi sono quasi tutte tra la località di Marlia e quella di Nave, nel tratto che scorre a nord della città di Lucca; le dimensioni di questi bassi isolotti vanno da poco meno di due ettari al migliaio di metri quadrati. Anticamente fu molto importante, in mwjaGarfagnana, l'isola posta presso il paese di mwjqGallicano, dato che in quel tratto il fiume era confine tra la mwjgRepubblica di Lucca e il mwjwGranducato di Toscana (territorio di mwkaBarga). L'isola di Gallicano dette luogo a varie contese ed è rappresentata in varie mappe antiche. Oggi, però, quest'isola è divenuta una penisola, in quanto non più separata dalla riva sinistra del fiume.

L'antico corso del fiume

Il fiume Serchio ha visto stravolgere il proprio corso innumerevoli volte durante i secoli.

In antichità si chiamava mwmgAuser e, prima di arrivare presso la città di mwmwLucca, divergeva in due rami all'altezza di San Pietro a Vico.

Il primo ramo (il minore e dunque chiamato mwngAuserculus, cioè "piccolo Auser") lambiva Lucca da nord, continuando la sua corsa presso Borgo Giannotti e fino alla zona di Montuolo, scorrendo lungo l'antico percorso dell'attuale mwnwstrada statale 12 dell'Abetone e del Brennero.

Il secondo ramo (il maggiore, che quindi portava il nome originale di mwoqAuser) passava vicino alla periferia orientale della città lucchese, scorrendo poi nelle zone di Lammari, Lunata e mwogCapannori. All'altezza della mwowPieve San Paolo questo ramo subiva un'ulteriore ramificazione: una parte seguitava il suo corso a est verso mwpaBientina, l'altra, passando a sud di Lucca e scorrendo verso ovest, si ricongiungeva al primo ramo nei pressi di Montuolo; in tal modo Lucca sorgeva su una grande isola fluviale. Anticamente il Serchio confluiva nell'mwpqArno a ovest di Pisa.

A seguito della mwpwcaduta dell'Impero romano d'Occidente (mwqa476) e delle invasioni barbariche, cessarono i lavori di miglioramento e manutenzione dei canali del fiume, cosicché le acque tesero ad uscire con continuità dagli mwqqargini dei canali, sino a minacciare l'incolumità dei cittadini, tanto che si verificò un progressivo allontanamento della popolazione da quei luoghi.

La tradizione vuole che i problemi delle piene venissero risolti dal mwqwvescovo di Lucca mwrasan Frediano, in carica dal mwrq561 al mwrg589. Egli, esperto di idraulica, avrebbe eseguito dei lavori per deviare il corso principale del fiume e convogliare le acque nel primo ramo (mwrwAuserculus), che lambiva la città da nord. Da questo momento in poi, il nome del corso d'acqua sarà Serchio, derivato di mwsaAuserculus.

Il fiume venne inoltre dirottato a mwtaRipafratta ad ovest del mwtqMonte Pisano e fatto gettare direttamente in mare nei pressi di Pisa, invece che confluire in mwtgArno. Negli ultimi secoli il suo corso inferiore, a valle di mwtwRipafratta in particolare, è stato progressivamente rettificato, eliminando le numerose mwuaanse che ne rallentavano le piene e rendendo più soggetti ad mwuqalluvioni i terreni circostanti (mwugFilettole, mwuwPontasserchio, mwvaVecchiano, la grande ansa di Metato e Piaggia, mwvqMigliarino).

Le ultime acque residue vennero infine raccolte in un canale minore, detto "mwvwOzzeri"; a mano a mano che le acque si ritiravano dal ramo a est, le terre tornarono ad essere fertili e rinacquero gli antichi villaggi abbandonati a causa dell'mwwaimpaludamento durante il periodo delle piene, sia nella pianura di Lucca che in quella di Pisa.

Almeno fino agli anni '50 del XX secolo, per la sua ampia portata, il fiume nel suo basso corso aveva scali e approdi con traghetti tra le rive (chiamati popolarmente "navi", "barche"). Dalla sua foce, risalendo il corso fluviale, si incontravano i seguenti scali e "barche":

• scalo de "Il Marmo", poco prima dell'ultima ansa prima della foce;
• barca e scalo di "Albavola" per traghettare sulla via Pietrasantina a mwxqMigliarino;
• scalo de "Il Palone" a mwxwNodica;
• scalo de "Il Lamo" ad mwyqArena;
• scalo di "Fondarena" o di "S. Frediano" a mwywVecchiano;
• barca della Steccaia di mwzqRipafratta
• nave nella località omonima presso Ponte S. Pietro (mwzwLucca), poi sostituita dal ponte omonimo
• scalo di mw0qDiecimo
• scalo e barca di mw0wBorgo a Mozzano
• scalo del mw1qPonte della Maddalena
• scalo di Chifenti
• scalo di mw2qAnchiano
• scalo di Pian della Rocca
• scalo e barca all'Ania a Colle Arginaia per il Pian di mw3gCoreglia
• barca sotto mw4aCastelvecchio tra il Rio di Castelvecchio e il Consonna
• barca di Piano di Mologno
• porto e barca di mw5aGallicano
• gittatoio di Riana
• scalo del Piano di San Romano

Alluvioni

Il fiume Serchio, per la sua posizione e per la conformazione del territorio in cui scorre, è storicamente esposto a repentine piene in seguito ad abbondanti precipitazioni.

Il massimo storico assoluto del fiume risale al 2 ottobre mw6w1836, quando venne raggiunto un picco di portata pari a 3.200mw7a m³/s, mentre la più rovinosa in assoluto fra le piene fu quella del 16 novembre mw7q1812, che riuscì anche ad allagare la città di mw7gLuccacite-ref-blog2-9-0[9]. Altre piene notevoli nel mw8wXX secolo furono quella del 17 novembre mw9a1940, che causò pesanti danni nell'Oltreserchiocite-ref-0-10-0[10] e quella del 19 novembre 1952cite-ref-11[11] quando, per preservare Pisa, fu aperta una breccia nell'argine dalla parte di Nodica, inondando i relativi territoricite-ref-0-10-1[10]. Infine quella del 9 novembre mwaqe1982 raggiunse a mwaqiLucca i 2.200mwaqm m³/scite-ref-blog2-9-1[9].

Nell'ultima decade di dicembre del mwaqk2009 il Serchio ha visto aumentare a dismisura la propria portata d'acqua (2.100mwaqo m³/s), sia a causa delle nevi disciolte da un generale innalzamento delle temperature, sia a causa di un periodo ininterrotto di pioggia. La notte del 25 dicembre l'eccessivo flusso idrico ha provocato il cedimento di un tratto di argine sia nella frazione di Santa Maria a Colle (comune di mwaqsLucca) che tra le frazioni di Nodica e Migliarino (comune di mwaqwVecchiano), causando una grave alluvione nei territori circostanti, dove campi e interi abitati sono stati allagati da acqua mista a fango, alta fino a 2 metricite-ref-12[12]. Il vicino tratto dell'mwareautostrada A12, all'altezza dell'uscita Pisa Nord e dello svincolo con l'mwariautostrada A11, è stato chiuso, in quanto sormontato dall'ondata di mwarmpiena e per pericolo di smottamenti, fino al 5 gennaio mwarq2010. Si è resa necessaria anche la limitazione del traffico veicolare lungo la mwaruStrada Statale Aurelia tra le località di mwaryMadonna dell'Acqua e mwarcViareggio. Le acque hanno anche raggiunto il vicino mwarglago di Massaciuccoli, ingrossandolo notevolmente oltre il livello di guardia.cite-ref-13[13]

L'11 novembre mwar42012, dopo le incessanti piogge in tutta la mwar8Toscana, alle 8:00 il fiume Serchio ha registrato a mwasaBorgo a Mozzano una portata di 600mwase m³/s, mentre alla diga di Trombacco la portata era superiore ai 45mwasm m³/s. L'ondata di maltempo ha anche causato allagamenti e smottamenti in tutta la periferia lucchese, isolando anche parte dell'abitato di mwasqPiazza al Serchio. Per precauzione sono state chiuse alcune strade che costeggiano o attraversano il fiume, come la mwasustatale del Brennero e, sull'altra sponda, la provinciale Ludovica presso Borgo a Mozzano, all'altezza del mwasyPonte del Diavolo. La piena raggiunse il suo massimo alle 16:00 presso mwascAvane e mwasgFilettole, registrando un'altezza di 9,65mwask m e una portata di 1688mwaso m³/scite-ref-14[14], non molto inferiore a quella dell'alluvione del mwas82009.cite-ref-15[15] Il fiume è anche uscito dall'alveo alla Casina Rossa.

Storia

Alla fine del mwatyIII secolo a.C. il percorso del fiume fu seguito dalle truppe romane nello sforzo di accerchiare e debellare gli ostinati mwatcApuani, che erano insediati sulle montagne circostanti.cite-ref-16[16]

La vallata del Serchio assunse a quel tempo la definizione di mwaumForum Clodii, oggi mwauqGarfagnana. La valle del Serchio divenne per un lungo periodo l'unica alternativa viaria per recarsi da mwauuPisa a mwauyLuni al tempo in cui i Romani, impediti lungo mare dalle mwaucmwaugFossae Papirianae e sulle colline dalla guerriglia dei bellicosi Apuani, dovettero interrompere il percorso della mwaukVia Aurelia, svoltando verso mwauoLucca per poi dirigersi verso la Val del Serchio e quindi verso la Val d'Aulella.

Il detto toscano "È costato quanto il Serchio ai lucchesi" distilla in poche parole due millenni di sforzi per regimentare il fiume, nonché gli immensi danni e le innumerevoli perdite subite per i suoi continui capricci.

Dal 1939 sul Serchio e nel tratto di mare di fronte alla foce del fiume fu utilizzato in addestramento e perfezionato il "mwau0Siluro a Lenta Corsa" o "Maiale", arma adoperata dalla mwau4Regia Marina nella mwau8seconda guerra mondiale.

"... Al Serchio si era creata, in modo vero, profondo e sincero, quella banda di fratelli che costituiva un ideale dei giovani allievi dell'Accademia Navale ed essere uniti come consanguinei non era retorica, come non lo era il volere dare in ogni possibile modo tutto quello che si poteva ad un'Italia che amavamo sopra ogni cosa. La si creò quello "spirito del Serchio" che nessuno di noi ha mai potuto dimenticare...."

Ammiraglio mwaviGino Birindelli (Tratto dal libro "Vita di Marinaio").

Citazioni

• mwavyDante Alighieri cita il fiume Serchio nella mwavcDivina Commedia, e più precisamente nel mwavgcanto XXI dell'Inferno, nella quinta bolgia, dove gli imbroglioni, i concussori, i corrotti scontano le loro pene immersi nella pece bollente e torturati da diavoli muniti di affilati uncini. Tra i peccatori vi è anche un personaggio lucchese molto noto all'epoca, mwavkMartino Bottario, definito come "anziano di mwavoSanta Zita", in quanto magistrato di Lucca. Egli viene preso in giro con perfida ironia da alcuni diavoli che lo scherniscono dicendo "qui non ha luogo il Santo Volto", cioè i diavoli indicano che è inutile pregare il mwavsVolto Santo perché la dannazione che sta subendo è eterna. E subito insistono "qui si nuota altrimenti che nel Serchio", cioè ironizzano sul supplizio di nuotare nella nera pece bollente rispetto alle fresche acque del fiume Serchio che bagna mwavwLucca.
• mwav4Ludovico Ariosto cita il Serchio nella "Satira IV".
• mwawaGabriele D'Annunzio compose una poesia su mwaweLucca pubblicata all'interno della sezione "Le città del silenzio" nella raccolta mwawiElettra nel mwawm1903. La poesia è strutturata come un dialogo con il fiume Serchio. Nella poesia, D'Annunzio descrive Lucca come la città "dall'arborato cerchio" (con riferimento alle mwawqMura di Lucca) dove "dorme la donna del mwawuGuinigi" (con riferimento a mwawyIlaria del Carretto).

«Tu vedi lunge gli uliveti grigi

che vaporano il viso ai poggi, o Serchio,

e la città dall'arborato cerchio,

ove dorme la donna del Guinigi [...]»


• mwawoGiovanni Pascoli dedica una poesia al Serchio, nella raccolta Odi e inni.
• Il fiume di cui si parla nel libro mwaw0La morte del fiume di mwaw4Guglielmo Petroni è proprio il Serchio
• mwaxaGiuseppe Ungaretti, nella celebre poesia "I fiumi", cita il fiume Serchio come uno dei fiumi della sua vita. Egli, nel prendere coscienza del suo passato che ha un tangibile riscontro geografico nei fiumi via via nominati nella poesia, vuole indicare le origini lucchesi dei genitori.

«Questo è il Serchio

al quale hanno attinto

duemil'anni forse

di gente mia campagnola

e mio padre e mia madre [...]»


• mwaxqPrimo Levi, in mwaxuSe questo è un uomo, riporta, citandoli letteralmente, i versi di Dante, per significare come il campo di sterminio fosse simile all'inferno e come nel campo nulla e nessuno potesse intercedere a favore dei prigionieri.

Strade lungo il fiume

La mwaxgStrada statale 12 dell'Abetone e del Brennero lo costeggia già a valle di Lucca, salendo fino a mwaxkChifenti, frazione del Comune di mwaxoBorgo a Mozzano sulla sponda sinistra, mentre sulla sponda destra c'è la strada provinciale Lodovica; da Chifenti a mwaxsCastelvecchio Pascoli (mwaxwBarga) è la volta della ex mwax0statale 445 della Garfagnana, oggi strada regionale toscana 445, poi attraverso il Ponte di Campia passa sulla sponda destra e quindi, fino alle origini, dalla strada per Capanne di mwax4Sillano e il mwax8passo della Pradarena.

Note

cite-note-foce-11. Vedi confini del mwaygMar Ligure e mwaykMar Tirreno stabiliti dall'mwayoIstituto idrografico della Marina
cite-note-22. mway4mway8mwazaOpen Street Map, su mwazeopenstreetmap.org. mwaziURL consultato il 4 febbraio 2026.
cite-note-33. mwazyAuser è il nome latino del fiume . Nel medioevo viene chiamato mwazcAusere. Poi l'uso del titolo mwazgAuser scompare, perché scompare fisicamente per le opere di bonifica e regimentazione il ramo orientale, che ne portava il nome. Oggi scorre un canaletto che sfocia nel Rogio.
cite-note-44. mwazwPaolo Mencacci, mwaz0Lucca le mura romane, 2001, p.mwaz4 19, nota 37.
cite-note-55. Elena Paderi, mwaaiVariazioni fisiografiche del bacino di Bientina e della pianura lucchese durante i periodi storici., in mwaamScritti vari sulla geografia fisica ed antropica dell'Italia, Roma, R. SOCIETÀ GEOGRAFICA ITALIANA, 1932, p. 102.
cite-note-66. Salvatore Basile e Prof. Fabio Fabiani, tutor, mwaacLucca e l'ager Lucensis dall'età tardo repubblicana al tardoantico: le trasformazioni di una città e del suo territorio., in mwaagUniversità di Pisa, Dipartimento di Civiltà e forme del sapere , DOTTORATO IN SCIENZE DELL’ANTICHITÀ E ARCHEOLOGIA, p. 6., aa.2020-2021.
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Bibliografia

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• Franco Barghini (A cura di),mwaheIl Serchio.Vita e fascino di un fiume, ed Titania, 1993

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Collegamenti esterni

• citereftreccani-itSerchio, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefenciclopedia-italianaAttilio Mori, SERCHIO, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1936.
• citerefsapere-itSèrchio, su sapere.it, De Agostini.
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• mwaimAccoglienza e turismo, su garfagnana.it.
• mwaiuLa situazione geografica, su comune.pisa.it. URL consultato il 30 luglio 2007 (archiviato dall'url originale il 28 settembre 2007).